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06

feb

2015

Fotografia Sportiva : Mondiale Biathlon 2015 Anterselva by Sportful

La fotografia sportiva è il mio mestiere. Forse l’ho detto fino alla noia e forse se stai leggendo questo post, lo avrai intuito.

Ho fotografato nel calcio per squadre e sponsor di serie A, nel mondiale rally e in alcuni dei più grandi, affascinanti e spettacolari raid avventura del globo ma senz'altro posso dire di essere specializzato nelle riprese invernali e sulla neve.  

Il 22/25 gennaio ad Rasun di Anterselva in provincia di Bolzano, nel cuore dell’omonima valle, c'è la Tappa di Coppa del Mondo di Biathlon.  

Il paesino è poco più di una borgata alpina di 2.871 abitanti ma in questi giorni si appresta a ricevere circa 150 mila, avete letto bene, 150 mila spettatori.  

Ho già fotografato in passato questo sport
Dapprima alle olimpiadi di Torino ma più recentemente alle Universiadi del Trentino

In questo caso, come sempre, ho un incarico molto preciso: fotografare la nostra nazionale. Sia gli atleti di quella maschile che le ragazze della femminile.  
Splendidi nostri atleti che per l'occasione sfoggiano livree Sportful rosse come il motto che li accompagna   #redisfaster.  

Le gare si svolgono su tre giornate ma a me ne è concessa una sola, per cui non posso fallire e arrivare a casa senza materiale. 

Fotografare 5 atleti che in due manche mi passeranno davanti circa cinque  volte.  
Detta così sembra semplice!
Se non fossero gare ad inseguimento dove gli sciatori arrivano tutti in gruppo.  
difficile isolare i "miei".  Ma andiamo per ordine. 

Inizia il balletto degli accrediti.
Come da procedura, mi reco sul sito della manifestazione nella sezione dedicata, compilo il form.
“Requisiti accettati” mi dice. Aggiunge però che la procedura non può essere autorizzata in quanto è scaduto il tempo per gli accrediti on line. Iniziamo bene.

Mi arriva comunque un accredito per accedere alle zone Vip, dall’azienda per la quale lavoro: Sportful, appunto.

Non sono soddisfatto e una volta giunti all’ufficio accrediti, tento la carta AIPS.
Questa è la carta  personale che dovrebbe fare la differenza, in quanto viene rilasciata ai professionisti che operano a livello internazionale in eventi sportivi. Diciamo quella che contraddistingue un professionista, cioè che fa questo mestiere, da chi invece non lo è.

Diciamo che è un po’ la prova del nove.
Nelle gare di questo calibro, è praticamente impossibile accedere senza credenziali.

Il primo approccio è piuttosto rigido, in quanto appunto, essendo ormai chiusi tutti gli accrditi non è possibile aggiungere altri fotografi. 

Voilà! La esibisco con orgoglio.
La signorina Rottermeier accenna un sorrisino e mi invita ad accomodarmi per la fototessera da inserire nel pass “ALL” che significa poter andare ovunque!


Vedi, la soddisfazione non è poter accedere, ma poter dire che questo posto me lo sono e me lo sto guadagnando continuamente. Con costanza, specializzandomi sempre di più investendo il mio tempo nel mo lavoro.

Per questo sorrido quando alcuni fotografi o pseudo tali, si atteggiano a primedonne solo perchè magari possiedono un corredo fotografico stellare o perchè si auto celebrano sentendosi "dei grandi fotografi".

Il mio corredo fotografico:
Per fotografare gare di questo tipo, occorre senz'altro un buon tele. Non solo perchè solitamente si lavora da lontano ma soprattutto per giocare con sfondi sfocati che permettono di isolare il soggetto con una nitidezza imbarazzante. 
Personalmente ricerco per le mie inquadrature sfondi carichi di colore, come per esempio la platea di spettatori. Un tele potente la trasforma in un impasto di colori sfuocati ed indefiniti, ed io adoro questo effetto.

Ad Anterselva ho usato:

lun

17

nov

2014

Action bike: Catalogo Mondiale Karpos 2015

lunedì 17 novembre 2014

Action bike: Catalogo Mondiale Karpos 2015

Settembre, vengo contatto dal responsabile della Comunicazione di Karpos, noto marchio di abbigliamento sportivo, che mi avanza la proposta di collaborare alla realizzazione del nuovo catalogo di Actionbike 2015.

 

 

Ci conosciamo da anni fin da quando per l'azienda ho firmato alcune campagne stampa internazionali per i diversi marchi rappresentati: Brand leader mondiali nei settori dello sci di fondo e del ciclismo ai massimi livelli: Mondiali, Olimpiadi, Giro d’Italia ecc…

Al reparto di comunicazione, ho proposto due location, Moncenisio e Monte Cuneo.

Le conosco molto bene in quanto vi ho già realizzato diversi shooting.

Per ottenere un buon risultato, è molto importante conoscere sia il posto che le condizioni di luce, gli spostamenti del sole, gli orari ecc…

Se non conosco bene una zona, quando possibile, faccio sempre un sopralluogo il giorno precedente lo shooting, alla stessa ora in cui scatterò, per ottimizzare le uscite.

Di fondamentale importanza inoltre è lavorare con riders competenti che possono aiutare nello studio delle posizioni tecniche, qualora non si conoscesse a sufficienza la disciplina sportiva fotografata, in questa specifica occasione, la mtb.

Per servizi di questo tipo, è importante avere la fiducia da parte del cliente che ti commissiona il lavoro.

Le strade per realizzare le immagini di un catalogo action, escludendo il servizio foto in studio, sono solitamente due:

O gestisce il tutto l’azienda che porta gli atleti i capi, organizzando uno o più giorni di shooting decidendo la location, oppure, e questo è il metodo che preferisco, l’azienda mi invia il campionario che gestisco a mio piacimento nell’arco di un periodo di tempo (in genere alcuni mesi quando è possibile).

Se da una parte, ho la responsabilità totale della riuscita del servizio, dall’altra sono libero di fotografare sfruttando al meglio il meteo e trovando le location al massimo delle proprie possibilità.

Con i riders in continuo preavviso, sempre pronti a partire: Tempo bello? si prende e si va fare le foto!!

In questo caso, il forte vento delle giornate precedenti, ha spazzato via tutte le nuvole regalando cieli tersi sulle nostre Alpi al confine con la Francia.

Atto primo: Moncenisio, il lago, l'alba.

Il vento è leggero ma l'aria è sottile e come una lama gelata si infila sotto la giacca.

È autunno e a quote basse ci sono ancora temperature piuttosto calde ma la scelta di portare con me gli strati di abbigliamento da montagna come se fosse inverno, è stata vincente.

Il lago è immobile, deserto.

Un auto, due bikers con mtb, un fotografo e i colori dei capi da fotografare, assieme al rumore degli ingranaggi del cambio delle bici, sono gli unici segni di vita che rompono il silenzio nella vallata.  

Inizio a fotografare sin dai preparativi. Di queste situazioni, mi piace documentare tutto.

Dal punto di vista fotografico, tutto diventa interessante.

Il grasso spruzzato sulla catena così come gli scatoloni di abbigliamento che vengono aperti e svuotati con frenesia e curiosità.

La cassetta degli attrezzi piena di aggeggi cromati e chiavette varie.

Il cambio di una camera d’aria diventa un evento nell’evento. Vietato recitare. Tutto quello che viene ripreso succede sul serio!

I primi sopralluoghi, lo studio della linea da prendere sul fianco della montagna…

Si studiano i passaggi in attesa dei primi raggi di sole, mentre il nostro versante, ancora all’ombra, regala temperature molto vicine allo zero.

Nella fotografia outdoor, mi piace scattare al limite tra luci e ombre.

Il sole basso offre una luce calda con ombre lunghe. Oggi il cielo è terso, è un giorno limpido e le foto saranno super nitide. I colori vivi dell’abbigliamento si stagliano dal blu cobalto delle acque del lago creando un grande contrasto cromatico. Proprio quello che serve per un catalogo che vuol comunicare, con le proprie immagini, il senso del divertimento e degli spazi aperti .

Atto secondo: Monte Cuneo, l’autunno, gli alberi, il lago piccolo.

Sullo stesso tenore del primo giorno, realizzo gli scatti di questa seconda uscita.

I riders sono gli stessi, i capi cambiano.

Anche in questo caso sveglia molto prima dell’alba per raggiungere questa collina, il Monte Cuneo, che sovrasta la pianura intorno al lago Piccolo di Avigliana.

Tropo spesso si cerca fonte di ispirazione in località più o meno esotiche per ambientare gli shooting.

In questo caso, siccome l’abbigliamento è destinato ad un pubblico che pratica la mtb non in competizioni ma in freeride e che organizza le proprie uscite praticamente dietro casa, ho deciso di ambientare il servizio a pochi chilometri dalla città.

Inoltre, essendo un marchio italiano, mi piace sempre presentare i nostri spot più belli e suggestivi.

Per esempio, ha riscosso molto successo all’estero la copertina del catalogo della precedente  collezione che ho realizzato in Val di Viù sul Ponte del Diavolo.

Per quanto riguarda l’aspetto prettamente fotografico, ho realizzato le mie immagini utilizzando due corpi Nikon D800 .

Ottiche Nikkor 24-70 mm f/2,8 e Nikkor 70-200mm f/2,8 + TC, infine Nikkor 10,5mm f 2,8,  50 mm 1,4.

Ho ripreso in raw + jepg.

Autofocus sia in modalità di fuoco continuo che fisso.

Area di messa a fuoco dinamica con 9 punti di messa a fuoco.

Scatto continuo.

In alcuni casi, ho scattato in braketing per avere diverse esposizioni della stessa inquadratura.

Per le prossime OP PHOTO X-PERIENCE:

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gio

27

feb

2014

Fotografia Sportiva: Free Web Magazine n°01_2014

Questo nuovo veloce e corto post, per informarti che oggi ho pubblicato il primo numero dell'anno dedicato alle nostre scorribande fotografiche dedicate alla  Fotografia Sportiva e Outdoor .

Questo numero raccoglie le alcune delle migliori immagini prodotte alle 26 Universiadi del Trentino, a seguito della Grande Odyssee, nel Campionato Italiano Velocita su ghiaccio Ice Series ed infine alla 26 edizione della splendidaWinter Marathon che abbiamo seguito come fotografi accreditati.

Puoi visionare sempre gratuitamente, tutti i numeri arretrati entrando nella nostra edicola digitale.


PML

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mer

19

feb

2014

Campionato Italiano Velocità su Ghiaccio ICE SERIES

Con la gara di Pragelato, in provincia di Torino, svoltasi il 15/16 di febbraio, si conclude il circuito nazionale del Campionato Italiano Velocità su ghiaccio Ice Series.

Una media di 35 auto da rally, alcune bellissime, hanno popolato questo colorato circolo dal fondo scivoloso ricco di gomme chiodate e tanta neve.


Abbiamo seguito tre delle 4 gare in programma dove siamo riusciti a fotografare nelle milgiori situazioni di luce, ma anche in quelle peggiori: 

Al grande freddo in ombra e sotto la bufera con diversi gradi al di sotto dello zero.

Con i ragazzi che hanno partecipato ai corsi di fotografia sportiva con la formula della experience full immersion, abbiamo approfondito le differenti tecniche che si utilizzano nella fotografia d'azione lavorando come fotografi ufficiali accreditati. Questo ci ha permesso di raggiungere quelle postazioni riservate ai soli fotografi professionisti.


A cominciare dalla  tecnica del panning con l'ausilio di diversi tempi e diverse ottiche.


Analizzando l'esposizione sulla neve in luce e controluce.


Il taglio reportage, per documentare tutte le fasi di un evento ad iniziare dai preparativi, ai retroscena al back stage, ci ha permesso di realizzare dei book fotografici a tema, veri e propri racconti per immagini.


Le auto hanno che aggiunto un aspetto coreografico e cromatico, sono state le vere protagoniste assieme ai piloti, sapienti domatori delle stesse che non si sono risparmiati regalando passaggi di grande suggestione che facevano letteralmente impazzire gli appassionati di fotografia e ovviamente di auto da corsa. 


Il bilancio della stagione pertanto posso dire che è senz'altro positivo come potete vedere dalle immagini prodotte sulle gallery  super action  pubblicate sui nostri canali.

gio

13

feb

2014

Nuove esperienze fotografiche

Dopo anni di fotografia, nonostante i lavori siano sempre diversi per esecuzione, argomenti o soggetti fotografati, a volte viene a mancare l'ispirazione o addirittura la voglia di impugnare la reflex e andare a girovagare alla ricerca di idee interessanti.

 

Quasi una sorta di rifiuto temporaneo. Devo ammettere che fotografare per mestiere, alle volte, fa passare in secondo piano quella che è da sempre la mia passione per la fotografia.

 

Ma la mia passione per la fotografia, è altra cosa . . . . .

 

Vorrei focalizzare un pensiero nato in occasione di una recente uscita in montagna, a Gressoney St Jean.

 

Malgrado le copiose nevicate, che per intenderci sono quelle situazioni che rincorro da sempre perchè mi regalano le soddisfazioni migliori, ho deciso di uscire senza fotocamera al collo.

 

Ho tirato fuori la mia tavola da snowboard un pò impolverata e per la prima volta non ho indossato quello che è ormai il prolungamento innaturale della mia schiena da anni, lo zaino fotografico, e sono salito sulla seggiovia.

 

Con le racchette poi, ho camminato nella neve alta e soffice e sotto un'abbondante nevicata. L'aspetto curioso della situazione, è che di solito impazzisco non appena guardo dentro il mirino e, vedendo la neve cadere, schiaccio il tasto di scatto ed inizio a sentire l'otturatorre cantare mentre congela i fiocchi oppure mentre li registra come lunghe righe bianche, complice un tempo lungo.

 

Ma questa volta no!

Niente fotocamera nè tele o grandangoli per le mani.

 

Ammetto però che proprio disarmato non sono uscito. Avevo in tasca smartphone e action cam.

 

Guardando cadere la neve e sentendone il lieve soffio sordo che produce quando si deposita, non ho resisitito.

 

Ho così iniziato a testare la fotocamerina del mio Samsung.

 

Dopo i primi impacciati tentativi di scatto, sfiorandone semplicemente lo schermo, mi sono ritrovato ad esaltarmi ed a cercare nuovamente inqadrature particolari; a cercare di sfuocare una cosa per posizionarne un'altra a fuoco dietro. Insomma, ci sono cascato di nuovo. Mi sono trovato a sperimentare. E questo mi ha dato nuovo entusiasmo! Che figata!

 

Questo succedeva il primo giorno! Ma alla fine, in sostanza, questa è la prima volta che tornando a casa, tolgo le reflex dallo zaino con le schede vuote.

 

Ho scattato solo ed esclusivamente con un'oggetto impropriamente definito "telefonino".

 

La riflessione nata è che non mi importa quale mezzo stia utilizzando, quello che mi piace fare è raccontare, raccontare per immagini.

 

Chiamarla fotografia credo che sia riduttivo. La fotografia è solo il mezzo che mi permette di raccontare quello che vedo, quello che cerco o quello che trovo.

 

Ora una nuova esperienza mi incuriosisce. Non troppo diversa da quella che mi accompagna da sempre, e mi diverte. Per ora è così.

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