Nuove esperienze fotografiche

Dopo anni di fotografia, nonostante i lavori siano sempre diversi per esecuzione, argomenti o soggetti fotografati, a volte viene a mancare l'ispirazione o addirittura la voglia di impugnare la reflex e andare a girovagare alla ricerca di idee interessanti.

 

Quasi una sorta di rifiuto temporaneo. Devo ammettere che fotografare per mestiere, alle volte, fa passare in secondo piano quella che è da sempre la mia passione per la fotografia.

 

Ma la mia passione per la fotografia, è altra cosa . . . . .

 

Vorrei focalizzare un pensiero nato in occasione di una recente uscita in montagna, a Gressoney St Jean.

 

Malgrado le copiose nevicate, che per intenderci sono quelle situazioni che rincorro da sempre perchè mi regalano le soddisfazioni migliori, ho deciso di uscire senza fotocamera al collo.

 

Ho tirato fuori la mia tavola da snowboard un pò impolverata e per la prima volta non ho indossato quello che è ormai il prolungamento innaturale della mia schiena da anni, lo zaino fotografico, e sono salito sulla seggiovia.

 

Con le racchette poi, ho camminato nella neve alta e soffice e sotto un'abbondante nevicata. L'aspetto curioso della situazione, è che di solito impazzisco non appena guardo dentro il mirino e, vedendo la neve cadere, schiaccio il tasto di scatto ed inizio a sentire l'otturatorre cantare mentre congela i fiocchi oppure mentre li registra come lunghe righe bianche, complice un tempo lungo.

 

Ma questa volta no!

Niente fotocamera nè tele o grandangoli per le mani.

 

Ammetto però che proprio disarmato non sono uscito. Avevo in tasca smartphone e action cam.

 

Guardando cadere la neve e sentendone il lieve soffio sordo che produce quando si deposita, non ho resisitito.

 

Ho così iniziato a testare la fotocamerina del mio Samsung.

 

Dopo i primi impacciati tentativi di scatto, sfiorandone semplicemente lo schermo, mi sono ritrovato ad esaltarmi ed a cercare nuovamente inqadrature particolari; a cercare di sfuocare una cosa per posizionarne un'altra a fuoco dietro. Insomma, ci sono cascato di nuovo. Mi sono trovato a sperimentare. E questo mi ha dato nuovo entusiasmo! Che figata!

 

Questo succedeva il primo giorno! Ma alla fine, in sostanza, questa è la prima volta che tornando a casa, tolgo le reflex dallo zaino con le schede vuote.

 

Ho scattato solo ed esclusivamente con un'oggetto impropriamente definito "telefonino".

 

La riflessione nata è che non mi importa quale mezzo stia utilizzando, quello che mi piace fare è raccontare, raccontare per immagini.

 

Chiamarla fotografia credo che sia riduttivo. La fotografia è solo il mezzo che mi permette di raccontare quello che vedo, quello che cerco o quello che trovo.

 

Ora una nuova esperienza mi incuriosisce. Non troppo diversa da quella che mi accompagna da sempre, e mi diverte. Per ora è così.

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