k
k
k
k
k
Un fotografo alle prime armi, è in grado di scattare delle immagini straordinarie.
Con un po’ di fortuna, può capitare nel posto e nel momento giusto, impostare un qualsiasi automatismo sulla fotocamera ed il gioco è fatto.
Tuttavia se, utilizzando anche gli automatismi continua a fotografare qualcosa di simile ad un risultato interessante, significa che forse sta
apprendendo della tecnica e, invogliato dai risultati forse, con la continuità, può essere sulla strada buona per coltivare una passione che lo
spingerà alla ricerca di uno stile interpretativo personale .
Fotografare in fondo, è facile! Le competenze tecniche che occorrono, alla fine sono semplici e di facile apprendimento. Una volta che si
capisce come gestire la velocità dell’otturatore, il diaframma e la nitidezza …. Abbiamo capito come si fotografa.
Certamente ci sono scuole di fotografia che offrono delle ottime basi, soprattutto per quanto riguarda l’inserimento nel mercato, e ovviamente
tutte quelle basi fondamentali per sapere da dove veniamo e dove andiamo!!
Personalmente, ma parlo ovviamente per esperienza personale, ritengo che non siano molto utili anni di studio per pensare di acquisire quelle
nozioni che ci aiuteranno a sviluppare una personalità fotografica.
Ritengo che non si impari a fare delle belle fotografie sapendo alla perfezione come si utilizza una macchina fotografica dell’ultima generazione!
Un fotografo riesce a ed emergere quando qualcuno attribuisce un valore alle proprie fotografie.
Durante alcuni dei miei workshop fotografici, gli Outdoor Photographer, ho incontrato parecchie persone.
Ognuno si relaziona, come è giusto che sia, con un approccio diverso alla fotografia.
Ho potuto appurare di persona l’enorme confusione che gira nella testa di chi si avvicina alla fotografia.
Tanto da chiedermi: Ma una volta era davvero così semplice fotografare? Ma proprio per niente!!!
E mi sembra assurdo constatare che tutta questa tecnologia, che peraltro semplifica moltissimo la vita di un fotografo, possa creare tutto questo disagio.
NON E’ CAMBIATO ASSOLUTAMENTE NIENTE!! Le regole fondamentali da imparare sono sempre e soltanto le solite tre:
La formuletta magica: tempo + diaframma + messa a fuoco.
Il fine della nostra passione non è forse quello di produrre una fotografia? Appunto! LA FOTOGRAFIA. (troppe informazioni nella testa!!!)
Oggi sento parlare di formato raw o jpeg! Questo obiettivo è meglio di quello! Meglio un sensore a formato pieno o ridotto?
Origliando durante i workshop, sento bisbigliare: “ Ma io scatto sempre in program e lui (rivolto a me) mi fa scattare in manuale”.
La mia preferita però è stata questa: “io scatto solo in raw, però non ho nessun programma che mi permetta di scaricare le mie immagini e di vederle
per cui ho un sacco di schede piene e le riguardo sempre sul display della mia camera”!!!
Il titolo di questa prima lettera, è ovviamente una provocazione fatta da uno che vive di fotografia ormai da (haimè) circa trent’anni!
Ricordo che quando decisi di iniziare a fotografare, compravo tutte le riviste in circolazione, ero un divoratore di informazioni, proprio come adesso!
Esattamente come tutte le persone che incontro che sono affamate di notizie dell’utim’ora (ma ora c’è internet!!).
La mia passione e il mio interesse è ancora intatto, oggi come allora.
Raramente qualcuno mi chiede: ma come si fa ad ottenere quel risultato? Alcuni sono veramente i miei idoli: Sanno tutto sulle ultimissime prestazioni
di quel sensore ma alla fine: quando guardo i loro scatti !!
Per non parlare poi di alcuni professionisti!
A volte sembra che parlare di fotografia sia un argomento per pochi eletti.
Sembra che il mondo sia diviso in “fotografi fenomenali” e comuni mortali! Addirittura!!
Questo è comunque un’ esempio estremizzato, ma forse nemmeno troppo.
Credo che alla fine soltanto una cosa può parlare per noi senza lasciare dubbi: le nostre immagini.
Ma non dobbiamo decantarle troppo! Quello che personalmente credo, è che una foto è riuscita nel momento stesso in cui l’autore riesce ad ottenere
il risultato del pensiero che aveva in testa.
Io credo che una fotografia sia prodotta soprattutto per soddisfare una nostra esigenza di espressione creativa.
Viene eventualmente consacrata nel momento in cui anche da qualcun altro ne apprezza i contenuti e riesce a percepire l'essenza che è racchiusa in essa.
Il successo di un’immagine alla fine lo decreta il pubblico, ma questa è un ovvietà.
ARTE DELLA FOTOGRAFIA dicevamo: A me piacerebbe sentire parlare di F O T O G R A F I A
prima di tutto. Da qui in poi, possiamo ragionare e iniziare a capire i vari formati ed i vari automatismi.
Partendo dall’utilizzo in manuale della nostra fotocamera, dopo aver capito come funziona (in media ci vogliono 5 minuti), possiamo iniziare a guardare
attraverso il nostro mirino.
Scollegando tutti gli automatismi, siamo noi con il nostro occhio che guarda dentro la cornice nera del mirino che include un sacco di informazioni disposte
proprio lì davanti a noi, a tentare di ottenere quel risultato che ci dovrà soddisfare.
Ora possiamo iniziare a concentrarci e a selezionare quello che volgiamo far entrare dentro questo rettangolino e lasciare fuori quello che non ci interessa,
A questo punto, stiamo iniziando a “selezionare” !!
Selezionare qualcosa nell’inquadratura? Allora per un secondo non abbiamo pensato al bilanciamento del bianco!!! Stiamo inquadrando qualcosa!
Mmmmmm ….. siamo sulla strada buona, Stiamo iniziando a comporre un’inquadratura. Il mio obiettivo ora, è di realizzare una FOTOGRAFIA !!
Ti andrebbe di parlare di fotografia e di condividere i tuoi pensieri?
Se si, potresti iscriverti alla mia newsletter gratuita e priva di pubblicità.
Ti invierò periodicamente dei piccoli tutorial, alcuni piccoli suggerimenti per poter migliorare le tue
foto bellissime in straordinarie, applicando piccoli accorgimenti tecnici o pratici.
Se sei interessato potresti visitare il mio sito dove, mi auguro, potrai trovare qualcosa di interessante.
Troverai delle immagini realizzate in diverse situazioni con le spiegazioni di come sono state realizzate.
Spero con questa, di aver catturato per un 500simo di secondo la tua attenzione!
PML
claudia (domenica, 04 settembre 2011 13:57)
dopo avere letto questo articolo credo di aver trovato il mio accompagnatore couch ideale... amo la fotografia e da poco mi sono avvicinata al digitale... al mio rientro da un viaggio cercherò di partecipare ad uno dei suoi/tuoi workshop per affinare tecnica ed occhio fotografico... il nostro mirino è già dentro di noi...basta saperlo vedere...
grazie aspetto le tue newsletter
paolomeitrelibertinifotografo (lunedì, 14 marzo 2011 17:30)
Ciao Mauro,
PER CARITA!! E' impossibile pensare di fotografare trascurando un minimo di tecnica fotografica! Come tecnica fotografica intendo le 3 cose fondamentali, che sono poi quelle che si insegnano facilmente: Esposizione, composizione, nitidezza! L'abbinamento di questi tre fattori, fanno si che un'immagine sia più o meno"tecnicamente corretta", sei d'accordo? Ricordo che quando ero alle primissime armi, leggevo come un disperato tutte le riviste di fotografia perchè volevo assimilare tutto quanto!! Ricordo una frase in particolare che lessi e mi colpì, su "Fotografare" mi pare.
Diceva così: " La tecnica è la prima cosa che dobbiamo imparare e la prima cosa da dimenticare per dare spazio alla creatività". Un pò estremizzato se vuoi, ma il concetto mi sembra netto. E' ovvio che dietro uno scatto, c'è una preparazione ed una ricerca che, appunto, si è sviluppata sul campo. Conoscere bene la tecnica è fondamentale per poi fotografare liberamente. Secondo me è un pò come dire: "ora che so fotografare in manuale, posso usare gli automatismi". Nel momento in cui sono in grado di mettere in dubbio le scelte del mio otturatore, credo di aver appreso un minimo di tecnica dell'esposizione. Ora devo concentrarmi sulla tecnica di composizione e così via....
Sono lieto di esserti stato utile per i tuoi scatti con qualche suggerimento.
Semmai mandamene a vedere un paio se ti va ok?
Ciao a presto.
PML
Mauro Moroni (lunedì, 14 marzo 2011 14:46)
Certo Paolo,
totalmente d'accordo. Non demonizziamo niente e non mitizziamo niente, non mitizziamo la tecnica fotografica, ma nemmeno avalliamo il pensiero di chi a volte sostiene che la tecnica è irrilevante e contano solo creatività e sensibilità. Molte belle fotografie, e anche molte delle tue fotografie, (ad esempio quelle sulla neve in controluce che sono veramente pregevoli esteticamente), se non ci fosse stata una profonda conoscenza da parte tua delle tecniche fotografiche, sarebbero state impossibili da fare (e da copiare, visto che dopo avere ricevuto la tua illuminazione tecnica ho fatto le stesse foto a mio figlio con grande soddisfazione di entrambi). La tecnica è proprio la parte della fotografia che si può insegnare e si può comunicare. Conoscere bene la tecnica ci rende fotografi più liberi, snobbarla non ci rende necessariamente migliori.
Ciao
paolomeitrelibertinifotografo (domenica, 13 marzo 2011 10:50)
Nessuno nega che il formato RAW sia il più adatto per la post- produzione e che il cavalletto si autilissimo in determinate situazioni. Si contesta semmai il fatto che qualcuno indichi come "TASSATIVO" un formato o una determinata scelta per realizzare un determinato scatto! Quello che si intendeva, credo, è che non esiste un modo unico ed insindacabile di fotografare. La creatività (ma a volte sono anche le esigenze del momento a determinare una scelta piuttosto che un'altra)sta proprio nell'interpretare un soggetto o una situazione in modo del tutto personale, non siete d'accordo? Per cui: viva il formato raw e viva il cavalletto, evviva inoltre chi fotografa in jpeg e a mano libera o chi scatta in pellicola mentre fa le capriole!! Da qui, iniziano le nostre considerazioni!
Grazie per i complimenti per le pubblicazioni.
A presto
Mauro Moroni (domenica, 13 marzo 2011 10:11)
Beh, certo la frase riportata da Riccardo è abbastanza raccapricciante, se decontestualizzata, ma negare che il formato RAW sia il più adatto per la post-produzione (e quindi per correggere alcuni piccoli errori di ripresa) sarebbe assolutamente sciocco. Allo stesso modo il cavalletto è uno strumento fondamentale per evitare il micromosso e per obbligare alla cura della fotografia nei suoi dettagli. Ovviamente se sto arrampicandomi sulle pendici di un monte e intendo fare foto diurne e con luce adeguata forse posso rinunciarvi.
Ciao
Mauro
PS: belle le pubblicazioni su issuu
riccardo alu' (sabato, 12 marzo 2011 18:53)
Parole sante......tempo fa ho partecipato ad uno pseudo ws ed il "maestro" ha detto che bisogna tassativamente scattare in raw (possibilmente anche con il cavalletto) poi con CS5 avrebbe sistemato anche gli scatti mediocri! Ho salutato tutti e sono scappato a gambe levate!
ciao riccardo